Accanto ai piatti di pesce e alla polenta, il lago di Como custodisce una dispensa fatta di dolci casalinghi, prodotti agricoli e formaggi di montagna. Sono sapori legati alla vita contadina delle sponde e delle valli, spesso nati dall'esigenza di non sprecare nulla. Ecco una piccola guida per riconoscerli e assaggiarli durante il vostro soggiorno.
La miascia, il dolce del recupero
La miascia è il dolce povero per eccellenza del Lario. Nasce per riutilizzare il pane raffermo, ammollato nel latte e arricchito con la frutta di stagione e quella secca che c'era in casa: mele, pere, uva, uvetta, a volte fichi secchi o noci, con un po' di farina gialla, uova, scorza di limone e rosmarino. Il risultato è una torta morbida, umida, profumata, che un tempo poteva sostituire un pasto.
Non esiste una ricetta unica: ogni paese del lago, da Bellagio a Varenna, da Lezzeno a Domaso, conserva la propria versione, tramandata a voce e adattata a ciò che offriva la stagione. Anche sull'origine non c'è accordo, e c'è chi la colloca a Bellagio, chi a Menaggio e chi a Mandello del Lario. Se la trovate in una pasticceria o in una trattoria, assaggiatela: è il modo più semplice per capire la cucina di casa del lago.
La resta, il dolce di Pasqua con il rametto d'ulivo
La resta è il dolce pasquale di Como: un pane dolce lievitato, di forma allungata, con uvetta e canditi, riconoscibile per il piccolo rametto d'ulivo infilato nell'impasto. Le leggende sulla sua nascita sono due. Secondo la più raccontata, nell'Ottocento il cuoco di un'antica osteria comasca avrebbe messo troppo lievito nell'impasto e, per contenerlo, lo avrebbe lavorato con un bastoncino d'ulivo preso dalla legna per il fuoco, rimasto poi dentro il dolce. Un'altra versione racconta di fornai che, per i pellegrini della settimana santa, allungarono la forma del pane per inserirvi un rametto come segno di benedizione per le case.
L'ulivo richiama la Domenica delle Palme, e infatti la resta è tradizionalmente legata al periodo pasquale, anche se oggi la si trova sempre più spesso anche in altri momenti dell'anno.
L'olio extravergine DOP Laghi Lombardi «Lario»
Può sorprendere, ma sulle sponde del lago di Como crescono olivi da secoli: il clima mitigato dall'acqua e i versanti ben esposti permettono una coltivazione che a queste latitudini non sarebbe scontata. Dal 1997 l'olio della zona è tutelato dalla denominazione di origine protetta Laghi Lombardi, con due menzioni geografiche: Sebino, per il lago d'Iseo, e Lario, per il lago di Como.
Per la menzione Lario l'olio deve provenire per almeno l'80% dalle varietà Frantoio, Casaliva e Leccino, coltivate in alcuni comuni delle province di Como e di Lecco. Il profilo è delicato: fruttato leggero, con eventuali note lievi di amaro e piccante. È un olio adatto ai piatti di pesce di lago e alle verdure, e una bottiglia è un ricordo di viaggio pratico e autentico.
Miele e formaggi di valle
Le valli che circondano il lago sono terra di apicoltori. Le varietà più diffuse sono il miele di acacia e quello di castagno, ma si producono anche millefiori, tiglio, melata e, nelle zone più alte, rododendro. Nell'Alto Lario la Valle del Liro è conosciuta in particolare per il miele di tiglio.
Sul fronte dei formaggi, due nomi meritano attenzione:
- Semuda: formaggio magro a pasta semidura, ottenuto da latte vaccino crudo e scremato, tipico delle valli dell'alto lago occidentale, tra Dongo, Gravedona e Domaso. Stagiona da alcuni mesi fino a oltre un anno, tradizionalmente nei crotti, le cantine naturali scavate nella roccia. È segnalato nell'Arca del Gusto di Slow Food.
- Zincarlin: formaggio aromatizzato, prodotto anche in Val d'Intelvi a partire dalla ricotta, insaporito con sale e pepe e talvolta con erbe; è un prodotto di confine, presente anche sul versante svizzero.
Sul versante lecchese, poi, la Valsassina è da sempre terra di formaggi e di stagionatura in grotte naturali. Se vi capita di passare in una latteria o in un mercato contadino, chiedete cosa viene dalle valli vicine: è il modo migliore per scoprire produzioni piccole, che raramente arrivano lontano dal lago.
Una dispensa da portare a casa
Olio, miele e formaggi stagionati viaggiano bene e sono il souvenir più sincero di un soggiorno sul Lario. Da Angel's House, nel centro di Como e a 700 m dal Duomo, avete a disposizione una cucina attrezzata con frigorifero, forno e macchina del caffè: l'occasione giusta per improvvisare una merenda con una fetta di miascia o una degustazione di formaggi prima di ripartire.
Vivi Como da Angel's House
Appartamento con due camere da letto e due bagni in un ex convento del Trecento, a 700 metri dal Duomo e a circa 8 minuti a piedi dal lago: una base comoda per scoprire Como e il Lario, fino a 6 ospiti.